Acqua e plastica

La plastica nasce come materiale economico, leggero e resistente, fatto per durare nel tempo, ragione per cui si dovrebbe utilizzare il più a lungo possibile per essere adeguatamente smaltita o riciclata a fine vita. Tuttavia l’economicità della produzione e la flessibilità d’uso della plastica fanno si che venga ampiamente impiegata per gli oggetti “usa e getta”, un controsenso che fa molto male all’ambiente visto che si tratta di un materiale non biodegradabile.

A partire dagli anni ‘80 del secolo scorso il mercato delle acque in bottiglia ha avuto una forte crescita, grazie anche al connubio tra acqua e plastica, il materiale che ha progressivamente sostituito il vetro nella produzione dei contenitori.

Le bottiglie in plastica per l’acqua minerale fanno parte della famiglia delle cosiddette plastiche monouso, gli oggetti maggiormente responsabili dell’inquinamento ambientale, in particolare dei mari. Purtroppo solo una parte della plastica viene correttamente conferita nella raccolta differenziata, per essere riciclata o utilizzata come combustibile solido, la frazione che finisce nell’indifferenziato non è più riutilizzabile e non essendo un materiale biodegradabile può rimanere nelle discariche anche per molti secoli. Ancor più gravi sono le conseguenze indotte dalla plastica che viene direttamente dispersa nell’ambiente, per scarso senso civico o accidentalmente.

Quanta plastica viene riciclata?

Uno studio pubblicato su “Science Advances”[1] ha compiuto un’analisi globale sulle 8,3 miliardi di tonnellate di plastica che sono state fabbricate dagli anni ’50 ad oggi, dei quali solo il 9% è stato riciclato, il 12% è stato incenerito e il 79% è stato conferito in discarica o disperso nell’ambiente.

Secondo un recente rapporto di Seas at risk[2] riguardante l’impatto ambientale delle plastiche monouso, risulta che in Europa vengono prodotte annualmente 46 miliardi di bottiglie in plastica, mentre dall’indagine condotta da Legambiente[3] tra il 2014 e il 2017 sui rifiuti presenti nelle spiagge italiane, è emerso che oltre l’80% sono oggetti in plastica, di cui bottiglie e tappi rappresentano il 18%.

Riciclaggio PLASTICA Dati 2018

Dalla plastica alle microplastiche

Dal degrado delle plastiche hanno origine le microplastiche, oggetto di recenti studi che ne evidenziano l’ampia diffusione e gli effetti negativi sugli ambienti marini e d’acqua dolce, sulla vita acquatica, sulla biodiversità e sulla salute umana. Le microplastiche possono entrare nella catena alimentare, tramite gli alimenti e l’acqua, rappresentando un potenziale pericolo per l’uomo a causa dei fenomeni di bioaccumulo e degli effetti tossici dovuti al rilascio di inquinanti.

Esistono molti tipi di plastiche, utilizzate nei più disparati settori delle attività umane, quelle impiegate per la produzione di contenitori per l’acqua sono il PET, il PLA, il Policarbonato e il Tritan.

  • Polietilentereftalato (PET). E’ la plastica di origine fossile (1 kg PET = 2 kg petrolio) maggiormente utilizzata per la produzione delle bottiglie di acqua minerale e delle bibite, che ha sostituito il PVC grazie alla maggiore impermeabilità ai gas e inerzia nei confronti dei materiali con cui viene a contatto. Tuttavia è dimostrato che una produzione non corretta del prodotto, dovuta a condizioni di temperatura e umidità non ideali, può innescare fenomeni che facilitano la decomposizione del polimero[4], con una possibile migrazione di sostanze tossiche, come l’acetaldeide e la formaldeide, nell’acqua.
  • Acido polilattico (PLA). Si tratta di una plastica vegetale ricavata dall’amido di mais (1 kg PLA = 2,5 kg mais), quindi di origine biologica che non include componenti di origine fossile (carbone o petrolio). Il PLA è biodegradabile, in condizioni di compostaggio ottimali si decompone in 8-12 settimane, ma per far ciò la bottiglia deve essere conferita nella raccolta dell’umido, a differenza del tappo che va invece nella plastica.
  • Policarbonato (PC). E’ la plastica utilizzata dalla maggior parte dei boccioni per water coolers; essendo particolarmente resistente si presta al riuso, i boccioni infatti sono “a rendere” e dopo l’utilizzo, presso lo stabilimento, vengono lavati, sterilizzati quindi nuovamente riempiti. Il PC presenta però il problema del potenziale rilascio di Bisfenolo A, una sostanza tossica (interferente endocrino) che compare anche nella lista degli inquinanti emergenti contemplati dalla nuova Direttiva Europea sulle acque potabili.
  • Tritan. E’ la denominazione commerciale di un polimero innovativo che presenta caratteristiche simili al tradizionale policarbonato ma con numerosi vantaggi, come la superiore resistenza termica e l’assenza di Bisfenolo A. Il Tritan è il materiale plastico utilizzato da Culligan per la realizzazione dei boccioni e delle comode borracce, che non rilascia sostanze indesiderabili, è resistente, durevole, ma soprattutto non dannoso per la salute.

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Eliminare l’acqua in bottiglie di plastica

Uno dei principali obiettivi presenti nella nuova proposta di Direttiva Europea sulle acque destinate al consumo umano, che a breve andrà a sostituire l’attuale 98/83/CE, è quello di favorire l’utilizzo dell’acqua potabile, rendendola più sicura e accessibile attraverso la modifica di alcuni valori di parametro, migliori trattamenti e controlli e una maggiore trasparenza nelle informazioni riguardanti la qualità dell’acqua erogata. Secondo le stime dell’UE, l’applicazione della nuova normativa potrebbe portare alla riduzione del 17% dell’uso di acqua in bottiglia di plastica, con un risparmio stimato in 600 milioni di euro/anno per le famiglie europee oltre ad enormi benefici per l’ambiente.

Contribuire ad una gestione sostenibile dell’ambiente è doveroso e possibile, una sfida che si può vincere attraverso l’impegno comune dei cittadini, che con le loro scelte possono fare la differenza.

Sostituire l’acqua in bottiglia in favore di quella del rubinetto è una delle azioni più semplici ed efficaci che ognuno di noi può fare; una scelta agevolata anche dai moderni sistemi di microfiltrazione con cui è possibile migliorare l’acqua dell’acquedotto, a favore dell’ambiente e dell’economia familiare.

Con gli impianti di microfiltrazione Culligan si può ottenere dal rubinetto un’acqua di eccellente qualità, microbiologicamente pura, a km ZERO, liscia o frizzante, fredda, calda o a temperatura ambiente, con la doppia sicurezza dei controlli dell’acquedotto e la filtrazione finale certificata.

[1] “Production, use, and fate of all plastics ever made” Geyer, Jambeck, Law -Sci. Adv.2017;3: e1700782

[2] “Single-use plastics and the marine environment”, giugno 2017

[3] “Beach litter” Legambiente, maggio 2018

[4] “Materiali destinati al contatto con alimenti” P.Calà, A.Sciullo – Chiriotti Editore, 2006

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