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Come migliorare l’acqua del rubinetto

Perché non beviamo l'acqua di casa?

Spesso perché è alterata nel gusto, ad esempio sapore dolciastro, amarognolo, di cloro… o nell’odore, può essere eccessivamente torbida o troppo ricca di calcare. Tutte situazioni che possono essere risolte con il giusto sistema di filtraggio per l’acqua di rubinetto.

Nonostante l’acqua che arriva al nostro rubinetto è potabile, infatti, sono molte le cause di alterazione delle caratteristiche organolettiche e di composizione che possono presentarsi lungo il trasporto nella rete idrica, tali da giustificare un trattamento di affinamento in ambito domestico per migliorare l’acqua di rubinetto.

Molte acque erogate dagli acquedotti, soprattutto quelle sotterranee provenienti da falde sottostanti pianure adibite ad uso agricolo, inoltre possono contenere nitrati o altre sostanze indesiderabili come i pesticidi.

Le acque del rubinetto possono distinguersi idealmente in quattro categorie:

  1. acque di ottima qualità che non necessitano di nessun tipo di trattamento e possono essere consumate tal quali;
  2. acque che richiedono un miglioramento delle caratteristiche organolettiche;
  3. acque che necessitano di un miglioramento delle caratteristiche di composizione;
  4. acque provenienti da sorgenti e pozzi privati che necessitano di trattamenti di potabilizzazione.

Cosa altera il gusto dell’acqua di rubinetto

Il gusto, in particolare, risente della presenza del disinfettante di copertura, di solito il Cloro, utilizzato allo scopo di contenere la proliferazione microbica e garantire la potabilità sino al rubinetto.

Anche la composizione salina dell’acqua può influenzare il gusto, ad esempio un’elevata concentrazione di calcio può impartire un retrogusto dolciastro, al contrario del magnesio che risulta amarognolo, per questo motivo le acque con un elevato contenuto salino sono “saporite” e in genere risultano “pesanti” e poco gradite.

Migliorare la qualità dell’acqua del rubinetto

La concentrazione di elementi indesiderati, microinquinanti, cloro o calcare può essere significativamente ridotta con l’uso di semplici tecnologie in commercio, in grado di migliorare il sapore dell’acqua di rubinetto.

La potabilità viene garantita dal gestore sino al contatore di consegna, ma nel tratto che lo separa dal rubinetto vasche di accumulo e vecchie tubazioni possono modificare la qualità dell’acqua con rilascio di metalli, aumento della carica batterica e alterazione del gusto.

Impianti per migliorare l’acqua del rubinetto

Tralasciando le acque di ottima qualità (che sono rare) e quelle che richiedono trattamenti di potabilizzazione, in quanto non provenienti direttamente dall’acquedotto, analizzeremo brevemente qui le tecnologie che consentono di migliorare la qualità di un’acqua potabile.
A seconda delle necessità le scelte possibili sono due:

  1. installare un sistema di filtraggio dell’acqua di rubinetto al punto di ingresso dell’appartamento, sulla tubazione di arrivo, per un trattamento completo di tutto il flusso,
  2. installare un apparecchio al punto d’uso, ovvero sul singolo rubinetto, generalmente quello della cucina, dal quale prelevare acqua per bere e cucinare di ottima qualità.

È possibile anche optare per entrambe le soluzioni, per esempio nel caso di un’acqua molto dura è conveniente installare un Addolcitore centralizzato, per proteggere tutte le tubazioni ed i rubinetti della casa, oltre ad un dispositivo per il miglioramento del gusto, magari munito di frigogasatura, su un singolo rubinetto oppure di Frigogasatore soprabanco o sottobanco.

Ma vediamo insieme una tabella riassuntiva con alcune tra le più frequenti problematiche riscontrabili nelle acque di rete e le relative soluzioni tecnologiche per migliorare l’acqua del rubinetto:

Problematica dell’acquaTecnologia utilizzabile
presenza di materiale sospensionefiltri a sedimenti
acqua molto calcareaaddolcitori d’acqua e osmosi inversa
presenza di nitratiresine anioniche e osmosi inversa
salinità elevatadepuratori a osmosi inversa
retrogusti di cloro, odori e sapori anomalicarbone attivo e ultrafiltrazione
presenza di metalli pesantiresine a scambio ionico e osmosi inversa
carica battericaerogatori con lampada UV e ultrafiltrazione

Utilizzo simultaneo di più tecnologie

Ovviamente le varie tecnologie possono anche essere utilizzate assieme, con trattamenti in cascata.

Per esempio è sempre consigliata l’installazione di un prefiltro ai classici trattamenti di Addolcimento, Osmosi e con carbone attivo, per proteggere gli elementi filtranti da un repentino intasamento; mentre un sistema di Ultrafiltrazione viene generalmente installato a valle di un impianto, come barriera antibatterica di sicurezza.

Decidere se installare un sistema filtraggio dell’acqua di rubinetto e quale tecnologia utilizzare può non essere semplice per i non addetti ai lavori, per questo motivo è sempre bene affidarsi ad un’azienda seria, sia per la scelta e l’installazione del dispositivo che per la futura manutenzione periodica.

È molto importante ricordare che non esiste una tecnologia universale, in quanto ogni elemento filtrante ha un’efficacia specifica, pertanto è da ritenersi scorretto – e molto spesso controproducente per la qualità dell’acqua – l’approccio che molti venditori di impianti hanno nel proporre la loro tecnologia, indipendentemente dalle caratteristiche dell’acqua da trattare.

Attenzione alle caratteristiche chimiche dell’acqua!

Prima di acquistare un sistema di filtraggio dell’acqua di rubinetto occorre conoscere le caratteristiche dell’acqua, che sono diverse per ogni città.

A volte sono sufficienti quelle messe a disposizione del gestore tramite bolletta o sul sito web, ma un’analisi dell’acqua al punto d’uso può togliere ogni dubbio.

Sul sito Culligan è possibile verificare la qualità dell’acqua del rubinetto del proprio Comune con pochissimi passaggi.

Una volta identificate le caratteristiche e stabilito cosa si vuole ottenere – ad esempio ridurre il calcare, migliorare il gusto, rendere l’acqua frizzante, ecc. – è possibile effettuare la scelta più consona alle proprie esigenze, quindi:

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