Calcare: quanto pesa sul bilancio familiare?

Secondo l’Istat, una famiglia media di 3 persone spende in un anno un totale di circa 3.300 euro tra acquisto di detergenti, bollette energetiche e costi di manutenzione straordinaria.1

Una percentuale significativa di questa cifra può essere imputata a calcare e incrostazioni calcaree, problematiche molto frequenti nelle nostre abitazioni,  che danneggiano caldaie, scaldabagni, lavatrici e lavastoviglie o ferri da stiro, ma anche rubinetterie e lavabi.

Una voce non indifferente per il bilancio familiare, sia in termini di manutenzione e durata degli apparecchi che di consumo di prodotti detergenti. Bloccando le tubature, inoltre, il calcare diventa un vero e proprio isolante termico che rende necessario riscaldare più a lungo l’acqua, causando ulteriori sprechi.

Dal punto di vista tecnico, infatti, la presenza di Sali di Carbonato di Calcio e Magnesio precipitati provoca un aumento del fabbisogno energetico e una perdita di efficienza degli elettrodomestici con conseguenti aumenti dei consumi, tanto che ogni millimetro di calcare che si deposita su resistenze e serpentine che scaldano l’acqua provoca un aumento del consumo energetico del 18%2.

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Quanto si risparmia eliminando il calcare dall'acqua di casa?

Buona parte della spesa familiare causata dalle incrostazioni calcaree può essere tagliata grazie all’installazione di un sistema anti calcare.

L’impiego di un addolcitore domestico assicura un risparmio economico, sempre per una famiglia media di 3 persone, che può arrivare fino a 500 euro l’anno. Questa cifra si raggiunge risparmiando il 50% su detergenti casa e persona, il 5% sulle bollette di luce/gas, il 10% sulla manutenzione degli elettrodomestici e sulla manutenzione straordinaria degli impianti di casa.

Inoltre, l’acqua addolcita fa bene anche a pelle e capelli. I capelli appaiono più soffici e luminosi, facili da pettinare, mentre la pelle riacquista una particolare morbidezza.

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Ecobonus 2020 per gli addolcitori

In più, per chi sceglie di installare un addolcitore d’acqua viene in aiuto anche la nuova finanziaria, che consente di beneficiare delle aliquote ridotte Iva e delle detrazioni Irpef. In particolare, è prevista l’aliquota Iva ridotta al 10%, mentre la detrazione Irpef è pari al 50% nell’ambito di un intervento di manutenzione straordinaria.

Il montaggio di un addolcitore, infatti, richiede un intervento di allaccio alla rete idrica che, se eseguito a corredo di un’azione di rinnovamento dell’impianto idraulico esistente con modifiche strutturali, consente di accedere alle detrazioni fiscali anche sulle spese necessarie all’esecuzione dei lavori.

L’inserimento dell’impianto di addolcimento domestico tra le voci contemplate dall’Ecobonus 2020 dipende proprio dal fatto che, come abbiamo visto, l’eccessiva durezza dell’acqua pesa in modo sostanziale sul consumo idrico e di energia.

1 Fonte: Istat 2016
2 Fonte Aqua Italia (Associazione costruttori trattamenti acque primarie)

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