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Inquinamento dell’acqua in Italia

In base alle rilevazioni dell’ultimo rapporto redatto dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale italiano, è stata riscontrata un’alta concentrazione di pesticidi ed erbicidi nelle acque italiane.

L’indagine ha analizzato più di 31mila campioni di acque di tutto il territorio nazionale ed è stata svolta ricercando 406 sostanze inquinanti nei vari punti di campionamento.
Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 55,1% dei punti di monitoraggio, e nelle acque sotterranee nel 23,3% dei punti.

Le sostanze inquinanti ritrovate sono 183: seppur le concentrazioni misurate siano in frazioni di µg/L (parti per miliardo), gli effetti nocivi delle sostanze si possono manifestare anche a concentrazioni molto basse.

Inquinamento dell'acqua: cosa si intende e cosa comporta

Quando si parla di inquinamento delle acque si intende un’alterazione delle caratteristiche chimico fisiche che le rendono inadatte per lo scopo a cui sono destinante.

Solitamente quando si pensa all’acqua, la si suddivide solamente in due varietà: salata, come il 97% dell’acqua disponibile sulla terra, quella del mare, e dolce, come il restante 3% a cui appartengono le acque di ghiacciai, fiumi, laghi e acque sotterranee.

In realtà le acque si possono distinguere in base ad altre caratteristiche:

Diverse tipologie di acque inquinate

Esistono diversi tipi di inquinamento delle acque:

Principali cause dell'inquinamento idrico

A seconda delle diverse tipologie di inquinamento elencate, esistono varie e diverse cause. Per ciò che riguarda l’inquinamento civile, che impatta maggiormente sullo stato di salute dell’ecosistema marino, si parla di immissione di acque di scarico e composti industriali che si riversano nei fiumi e, di conseguenza, nei mari. L’uomo è il principale inquinatore perché introduce sostanze chimiche nelle acque che poi arrivano nei fiumi attraverso fognature, piogge e scarichi industriali.

Oltre a queste sostanze, non possiamo non menzionare la grande immissione di plastica nell’ambiente da parte dell’uomo.

La plastica è infatti il prodotto sintetico più a lunga conservazione, in grado di degradarsi completamente solo in centinaia di anni. Se non viene riciclato correttamente, finisce nell’ambiente alterando ecosistemi molto delicati.

Per quanto riguarda l’inquinamento industriale, invece, si intendono gli inquinanti derivati dagli scarichi industriali, che variano a seconda dei differenti processi produttivi. L’impatto sull’ambiente è complesso: spesso le sostanze tossiche contenute in tali scarichi rinforzano reciprocamente i propri effetti dannosi, quindi il danno complessivo risulta maggiore della somma dei singoli effetti.

Per ciò che riguarda l’inquinamento agricolo, infine, si parla dell’utilizzo di fertilizzanti chimici utilizzati in agricoltura e liquami provenienti dagli allevamenti, molto ricchi di sostanze organiche che si riversano nelle falde acquifere o nei corpi idrici superficiali. L’acqua che viene utilizzata dalle piante, dagli animali e dall’uomo arriva principalmente dai fiumi.
Se questi sono inquinati, anche la vita dell’uomo è in pericolo.

Conseguenze dell'inquinamento dell'acqua in Italia

Per quanto riguarda l’inquinamento dell’acqua in Italia, Legambiente afferma che il 60% delle acque di fiumi e laghi non è in buono stato, e molti di quelli che lo sono non vengono protetti adeguatamente. Il primo effetto dell’inquinamento dell’acqua si manifesta sugli organismi e sulla vegetazione.
La diffusione in acque, sia dolci sia marine, di batteri e virus e l’assorbimento di questi patogeni da parte di molluschi destinati all’alimentazione umana può portare a casi di intossicazione alimentare.
I pericoli per l’uomo possono arrivare anche dalle fognature, che rilasciano acque inquinate in luoghi in cui gli esseri umani possono venire a contatto.

Per ciò che riguarda l’acqua potabile che arriva nelle case, la situazione non è disastrosa: va ricordato infatti che le acque destinate al consumo domestico sono soggette a controlli periodici svolti da enti preposti.
Questi controlli vanno ad analizzare parametri organolettici, chimico-fisici e microbiologici, per assicurare un’acqua limpida, inodore, incolore, insapore e soprattutto priva microrganismi patogeni e sostanze chimiche nocive per l’uomo.

L’acqua che arriva nelle nostre case quindi è sicura da bere e ottima per la salute dell’uomo. Per essere certi, però, di assumere acqua totalmente priva di pesticidi, cloro, microinquinanti e altre sostanze che causano cattivi odori e torbidità, la soluzione è installare un depuratore domestico.
Grazie ai purificatori di acqua e al trattamento dell’acqua domestica, infatti, l’acqua del rubinetto viene  perfettamente filtrata, quindi sarà anche più buona e sicura.

Culligan, forte della sua lunghissima esperienza, progetta e realizza depuratori in grado di migliorare la qualità dell’acqua: sistemi che eliminano torbidità, microinquinanti, cloro ed eventuali sostanze indesiderate che possono essersi depositate nel passaggio da impianti e tubature non adeguati. Alcuni modelli sono anche in grado di abbattere il residuo fisso e garantire quindi un’acqua più leggera, o di erogare l’acqua al punto d’uso a seconda del gusto o della necessità: frizzante, fredda, calda o a temperatura ambiente, come la gamma Selfizz.

I sistemi per la depurazione dell’acqua del rubinetto si distinguono quindi per caratteristiche tecniche, capacità, sempre compatti e di design, che possono essere installati sopra o sotto al lavello, fino a modelli salvaspazio come AC Slim ad osmosi inversa a che si collocano anche sotto lo zoccolo della cucina e impianti dotati di tecnologia wireless per l’erogazione dell’acqua, come Culligan Intense.

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