I pesticidi nelle acque destinate al consumo umano

Cosa sono i pesticidi?

I pesticidi sono utilizzati in agricoltura per difendere le colture da parassiti e, in generale, da popolazioni molto numerose di insetti che si nutrono di queste piante; questi prodotti hanno svolto e svolgono anche un ruolo importante nella difesa dell’uomo da parte di insetti insidiosi e parassiti, veicoli di malattie, quali ad esempio il tifo e la malaria.

pesticidi nell'acqua

I pesticidi, o antiparassitari, sono una numerosa famiglia di sostanze, composti di natura organica con struttura chimica complessa, che comprende insetticidi, erbicidi, fungicidi, nematocidi, acaricidi, alghicidi, rodenticidi e sostanze antimuffa; a questa estesa e variegata famiglia di composti (se ne conoscono attualmente oltre mille) appartengono aldrin, dieldrin, eptacloro e eptacloroepossido, sostanze che vengono valutate con particolare attenzione a causa della loro maggiore tossicità.

struttura molecolare ddtL’impiego dei pesticidi per combattere sistematicamente l’azione di insetti e parassiti risale a circa un secolo fa; il DDT per esempio è stato sintetizzato nel 1874 in Germania ma la sua efficacia nei confronti di mosche, zanzare ed altri insetti venne riconosciuta verso la fine della prima metà del XX secolo. Emblematica è la storia del DDT, l’insetticida più usato durante la II Guerra mondiale dalle truppe Alleate per il controllo degli insetti del tifo e della malaria, e per proteggere colture agricole e derrate alimentari, il cui impiego fu fortemente limitato negli anni successivi a seguito della scoperta dell’elevata tossicità per l’uomo oltre che dall’elevatissima persistenza nell’ambiente. Per questo motivo dal 1978 l’uso del DDT è stato proibito in Italia.

Stesso problema hanno presentato anche molti altri pesticidi, ampiamente utilizzati in campo agricolo, che sono stati successivamente ritirati a causa dell’elevata persistenza ambientale e la provata tossicità, come ad esempio i derivati triazinici.

La persistenza ambientale e l’elevata mobilità di molti antiparassitari consente loro di contaminare non solo alcuni alimenti agricoli con cui vengono trattati (un buon motivo per sciacquare bene e/o sbucciare prima del consumo frutta e verdura), ma di arrivare ad inquinare le acque superficiali e quelle sotterranee. Un recente studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (rapporto ISPRA 208/2014) ha evidenziato la presenza di pesticidi in acque superficiali nel 56,9% dei punti controllati e la contaminazione del 31,0% di quelle sotterranee.

La ricerca mostra una contaminazione di modesta entità ma molto diffusa, soprattutto in quelle aree, prevalentemente di pianura, dove è stato praticato un intenso utilizzo agricolo.

I pesticidi nell’acqua

Un contaminante è una sostanza che può presentare tossicità per l’uomo in relazione alla quantità con cui viene assunta, un’acqua può quindi essere considerata sufficientemente pura per essere bevuta, ovvero potabile, se le sostanze indicate nelle tabelle di legge sono presenti con concentrazioni inferiori ai rispettivi limiti indicati.

Per quanto riguarda gli antiparassitari, che sono tra l’altro considerati interferenti indocrini in quanto hanno la capacità di interagire con il sistema endocrino dell’organismo umano (sistema di ghiandole, ormoni, recettori preposti al controllo della crescita, dello sviluppo, delle funzioni corporee e dei processi riproduttivi), le concentrazioni massime ammesse nell’acqua destinata al consumo umano (D.Lgs 31/2001) sono:


  • Antiparassitari  totali = 0,50 µg/L (concentrazione complessiva)

  • Insetticidi, erbicidi, fungicidi, nematocidi, acaricidi, alghicidi, rodenticidi organici, prodotti connessi e i pertinenti metaboliti = 0,10 µg/L (concentrazione singoli composti)

  • Aldrin, dieldrin, eptacloro, eptacloro epossido = 0,03 µg/L (concentrazione singoli composti)


I pesticidi nelle acque in Italia

Il rapporto nazionale pesticidi nelle acque realizzato dall’ISPRA nel 2014, al fine di fornire le informazioni sulla qualità della risorsa idrica in relazione ai rischi di tali sostanze, evidenzia una situazione più critica in alcune zone (soprattutto al nord) in termini di livelli e diffusione della contaminazione.

pesticidi acqua italia 2017

Come eliminare i pesticidi presenti nelle acque?

Normalmente i pesticidi non dovrebbero essere presenti nelle acque, ma se lo sono si trovano in concentrazioni molto basse, nell’ordine dei ng/L (1 ng/L = 1 ppt = 1 parte su 1000 miliardi), per cui il monitoraggio di queste sostanze richiede tecniche estremamente sensibili ed avanzate, strumentazioni come il HPLC (High Performance Liquid Chromatography) che rappresenta attualmente la migliore soluzione per la rilevazione di queste ed altre sostanze in soluzione acquosa.

Il problema della presenza di pesticidi nelle acque può essere risolto con l’ausilio di tecnologie a membrana, in particolare nanofiltrazione ed osmosi inversa, che sono molto efficaci nella rimozione di queste sostanze, ma anche i carboni attivi rappresentano un’ottima soluzione, semplice e adeguata per il trattamento delle acque contaminate da antiparassitari.

In ambito acquedottistico risultano molto efficaci sia il dosaggio di carbone attivo in polvere in fase di chiariflocculazione sia la filtrazione su carbone attivo granulare.

In ambito domestico i filtri a carbone attivo di cui sono dotati i dispositivi professionali di trattamento dell’acqua collegati alla rete idrica, garantiscono un ottimo risultato, riducendo la concentrazione di questi inquinanti e migliorando l’acqua anche nelle caratteristiche organolettiche.

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