Cosa sono i PFAS nell’acqua potabile e perché preoccupano

8 Giugno 2026
pfas acqua

Come rimuovere i PFAS dall'acqua del rubinetto di casa?

I Pfas, acronimo utilizzato per indicare le sostanze perfluoro alchiliche (PerFluorinated Alkylated Substances), sono un gruppo di oltre 5.000 elementi chimici artificiali molto resistenti utilizzati nel campo dell’industria fin dagli anni Quaranta. Anche se oggi sono sempre meno utilizzati, nel corso degli anni hanno contaminato l’ambiente che ci circonda, andando ad intaccare la terra e le falde acquifere.

Negli ultimi anni, i Pfas sono saliti agli onori della cronaca perché si sospetta che ci possa essere una correlazione fra la loro assunzione e rischi per la salute. Mentre le ricerche scientifiche in merito vanno avanti, conviene in ogni caso giocare d’anticipo e preservare la propria salute e quella di tutta la nostra famiglia con strumenti efficaci e vantaggiosi, come ad esempio i sistemi filtranti d’acqua domestici che possono ridurre considerevolmente questi elementi chimici dal bicchiere.

La filtrazione dell'acqua del rubinetto è essenziale per proteggere se stessi e la propria famiglia dalle possibili contaminazioni, tra cui i pericolosi PFAS.

Questi composti chimici persistenti sono, infatti, purtroppo noti per le loro proprietà tossiche e per la loro tendenza ad accumularsi nell'ambiente e negli organismi.

In questo articolo, parleremo di come i sistemi di filtrazione d’acqua a osmosi inversa Culligan possono fornirti ogni giorno un’acqua domestica più sicura, sempre disponibile e buonissima da bere.

Cosa sono i PFAS

I PFAS, acronimo di Sostanze Perfluoro Alchiliche, includono oltre 5.000 composti chimici utilizzati dalle industrie per le loro proprietà repellenti e resistenti.

Nonostante una riduzione nell'uso di questi composti, le loro tracce rimangono nell'ambiente, contaminando suoli e falde acquifere.

Il problema principale è la loro incredibile persistenza, che impedisce una degradazione naturale efficace, lasciando queste sostanze libere di accumularsi negli organismi viventi.

La ricerca scientifica indica infatti che i PFAS possono alterare il sistema endocrino e sono associati a un aumento del rischio di sviluppare malattie gravi, inclusi alcuni tipi di cancro, problemi alla tiroide, e disturbi nel sistema immunitario e riproduttivo.

PFAS Ciclo

Dove si trovano i PFAS

Questi composti chimici persistenti sono purtroppo noti per le loro proprietà tossiche e per la loro tendenza ad accumularsi nell'ambiente e negli organismi.

In alcune aree specifiche, come il Veneto, si riscontra una maggiore concentrazione di elementi chimici nelle falde acquifere, aggravata dall’intensificarsi delle attività industriali, inclusi gli "inquinanti emergenti" PFAS. Tuttavia, la consapevolezza del loro impatto su salute e ambiente è ancora scarsa; secondo una ricerca Toluna per Culligan, leader internazionale nel trattamento delle acque, solo il 36% degli italiani è a conoscenza che i PFAS possono trovarsi anche nell'acqua in bottiglia. 

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PFAS nell’acqua: quali rischi per la salute?

La principale fonte di esposizione per la popolazione a queste sostanze è l’ingestione di acqua potabile e di cibi contaminati

Purtroppo, l'organismo umano non è in grado di metabolizzare ed eliminare efficacemente i PFAS, tende al contrario ad accumularli. Questo processo è chiamato bioaccumulo ed è naturalmente messo in atto dai reni che, dopo aver filtrato le sostanze, rimettono in circolo nell’organismo quelle che sono considerate utili dopo averle filtrate. Le sostanze perfluoroalchiliche, contenute negli Pfas, si legano però alle proteine del sangue e, con esse, vengono recuperate e rimesse in circolo durante la filtrazione renale, rendendo così difficile lo smaltimento delle sostanze da parte dell’organismo.

Il limite massimo di Pfas nel sangue è di 8 nanogrammi per litro: in alcune zone particolarmente contaminate questo parametro però viene di gran lunga superato. Il tempo necessario perché i livelli nel sangue si riducano della metà, se non si è più esposti, è in media di 4,5 mesi con differenze di genere: nei maschi i tempi di dimezzamento sono più lunghi che nelle femmine.

Si ritiene che i PFAS intervengano sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e che possano essere cancerogeni. Alcuni studi hanno ipotizzato anche una relazione tra le patologie fetali e gestazionali e la contaminazione da queste sostanze.

Come avviene la contaminazione dell’acqua potabile

I PFAS si accumulano in particolare nei bacini idrografici prossimi agli impianti fluorochimici, ovvero legati all’uso e alla produzione di queste sostanze; resistenti al calore (settore chimico e automobilistico), rivestimenti (tessile e vernici) e schiume antincendio (sicurezza e protezione) rappresentano una crescente minaccia per la contaminazione delle riserve idriche. 

Come ridurre i PFAS nell’acqua del rubinetto

Installare un sistema di filtrazione dell’acqua ad osmosi inversa nella propria abitazione rappresenta uno step essenziale per assicurarsi che l'acqua sia sempre salubre, e per ridurre il rischio di assorbire sostanze - per esempio anche cucinando cibi - che a lungo termine potrebbero rivelarsi dannose.

Per ridurre al minimo il rischio di entrare in contatto con i PFAS, è decisamente consigliabile installare un sistema di filtrazione ad osmosi inversa Culligan per l'acqua della propria abitazione.

Questa tecnologia migliora nettamente la qualità dell'acqua filtrata dal rubinetto, portando i valori delle sostanze nocive a valori praticamente impercettibili e ininfluenti.

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Perché l'osmosi inversa è efficace contro i PFAS

L'osmosi inversa è una tecnologia avanzata che permette la filtrazione delll'acqua, eliminando contaminanti fino a livello molecolare - inclusi i PFAS.

Questa tecnologia funziona forzando l'acqua attraverso una membrana semipermeabile che trattiene le sostanze nocive. È una delle tecniche più efficaci per garantire che l'acqua del rubinetto sia più sicura per il consumo. Ecco il suo funzionamento, spiegato nel dettaglio, per comprenderlo in maniera semplice e schematica:

  • Definizione di osmosi: processo naturale in cui l'acqua si muove da una soluzione meno concentrata a una più concentrata, attraverso una membrana semipermeabile, creando pressione osmotica.
  • Inversione del processo: l'osmosi inversa applica una pressione esterna per spingere l'acqua in direzione opposta: dalla soluzione più concentrata a quella meno concentrata.
  • Uso della membrana: una membrana semipermeabile permette solo all'acqua di passare, trattenendo inquinanti e soluti come sali e PFAS.
  • Pressione necessaria: la pressione applicata varia a seconda del tipo di acqua. Per esempio, l'acqua di mare richiede pressioni molto alte, mentre l'acqua della rete domestica tende a necessitare di minore pressione.

Quali sostanze può filtrare un impianto ad osmosi inversa

  • PFAS: composti chimici persistenti noti per i loro effetti negativi sulla salute.
  • Nanoplastiche: piccole particelle di plastica che possono contaminare l'ambiente acquatico.
  • Endotossine: componenti tossici delle membrane cellulari dei batteri che possono potenzialmente essere presenti nell'acqua.
  • Arsenico e piombo: metalli pesanti che possono causare gravi problemi di salute.
  • Metalli pesanti: includono cadmio, mercurio e altri metalli pericolosi per la salute umana.
  • Pesticidi: sostanze chimiche utilizzate nell'agricoltura che possono occasionalmente infiltrarsi nell’acqua domestica.
  • Ioni: possono influire sulla qualità e sulla salubrità dell'acqua.

Culligan AC Slim +: sistema filtrante contro i PFAS

Culligan offre soluzioni all'avanguardia per il trattamento dell'acqua domestica, combinando alta tecnologia e design innovativo.

Culligan AC Slim + rappresenta la frontiera dell'innovazione nel trattamento delle acque domestiche.

Progettato per offrire funzionalità avanzate e un'estetica che si adatti perfettamente agli interni moderni, questo sistema a osmosi inversa garantisce acqua di qualità superiore direttamente dal tuo rubinetto. Questo sistema di filtrazione è certificato per rimuovere i PFAS dall'acqua.

Ecco cosa lo rende unico:

  • Residuo fisso regolabile: permette di regolare il residuo fisso e personalizzare il sapore dell'acqua.
  • Design compatto: può essere installato sotto il lavello o sotto lo zoccolo, massimizzando lo spazio disponibile.
  • Pompa di pressurizzazione: incorpora una pompa silenziosa, potente ed efficiente, per una portata d'acqua ottimale.
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PFAS e sostenibilità ambientale

Installare un sistema di filtrazione per sé e per la propria famiglia, però, offre anche tutta un’altra serie di vantaggi - anche inerenti ai temi della sostenibilità, per il bene del nostro pianeta. Scopriamoli insieme:

  • Qualità dell'acqua migliorata: come anticipato, i sistemi di filtrazione Culligan eliminano in maniera efficace una vasta gamma di contaminanti, garantendo un'acqua dal gusto migliore e più sicura per il consumo.
  • Riduzione dell'inquinamento ambientale: utilizzando ogni giorno acqua filtrata direttamente dal proprio rubinetto, si riduce la dipendenza dalle bottiglie di plastica monouso. Questa scelta di vita contribuisce significativamente alla riduzione dei rifiuti plastici.
  • Sostenibilità: oltre alla riduzione dei rifiuti plastici, i sistemi di filtrazione Culligan sono vantaggiosi dal punto di vista della sostenibilità ambientale perché estremamente efficienti dal punto di vista idro-energetico, perché in grado di minimizzare l'impatto ambientale del loro funzionamento.
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FAQ sui PFAS nell’acqua

In quali regioni italiane sono più presenti i PFAS?

Il Veneto è la prima regione italiana che ha scoperto l'emergenza PFAS nelle falde acquifere e la regione più colpita soprattutto nelle province di Verona, Padova e Vicenza, con oltre 350.000 persone esposte. A seguire, la Lombardia è una regione particolarmente colpita nelle province di Cremona, Lodi, Bergamo e Bresca. Anche il Piemonte e l'Emilia-Romagna, insieme alle altre regioni italiane,sono esposte a questi contaminati.

Quali sono i prodotti in cui sono contenuti i PFAS?

I Pfas sono presenti in moltissimi prodotti di uso quotidiano. Dai prodotti utilizzati in cucina come pentole e padelle antiaderenti, carta da forno, imballaggi alimentari, contenitori da asporto fino agli alimenti stessi (pesce, latte, prodotti contaminati da acqua o ambiente). Si trovano anche in oggetti di uso comune per la persona e la casa come nei capi di abbigliamento (ad esempio nell'abbigliamento tecnico e sportivo), nei tessuti e tappeti, nei cosmetici e nei prodotti per la pulizia della casa.

Cos è il TFA nell'acqua?

Il TFA o acido trifluoroacetico, derivato da PFAS presenti nei pesticidi e nei gas fluorurati, è sempre più frequentemente riscontrato nelle acque. Nonostante la sua pericolosità sia ancora poco indagata, le prime evidenze suggeriscono effetti negativi cronici simili a quelli dei PFAS, in particolare sul sistema riproduttivo in caso di esposizione prolungata.