La contaminazione da metalli nelle acque d’acquedotto

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La presenza di metalli pesanti nelle acque di acquedotto e l’insieme dei fenomeni che possono portare ad un significativo aumento della loro concentrazione possono essere analizzati suddividendo il percorso dell’acqua in tre fasi:

  • dalla captazione all’impianto di potabilizzazione
  • dall’impianto di potabilizzazione al contatore
  • dal contatore al rubinetto

Cosa succede durante la potabilizzazione

Un primo apporto di elementi metallici nell’acqua di rete può aver luogo proprio nella fase iniziale, ossia quella che comprende le operazioni di captazione e potabilizzazione. Molte fonti d’acqua contengono elementi metallici quali ferro, manganese, nichel, alluminio, le cui concentrazioni possono essere ridotte presso l’impianto di potabilizzazione, ma in certi casi addirittura aumentate. Il pretrattamento di ossidazione con permanganato di potassio consente di rimuovere ferro e manganese, mentre il trattamento di flocculazione effettuato con l’uso di policloruro di alluminio, può comportare l’incremento della concentrazione in acqua di sostanze indesiderabili di altra natura. Il policloruro di alluminio è uno dei flocculanti più utilizzati nel trattamento di chiarificazione delle acque superficiali che, in condizioni operative sfavorevoli, può non reagire completamente rimanendo parzialmente in forma di alluminio nell’acqua trattata, con il conseguente aumento della concentrazione già presente naturalmente nell’acqua greggia.

Le problematiche lungo la rete idrica

Lasciato l’impianto di potabilizzazione l’acqua entra nella rete idrica di distribuzione, dove percorre un viaggio lungo svariati chilometri per raggiungere anche le abitazioni più lontane.

La corrosione è il principale fenomeno che causa degrado della qualità dell’acqua lungo la rete idrica, essendo la stessa costituita generalmente da condotte metalliche. Il deterioramento delle tubazioni può portare sia ad un’alterazione delle caratteristiche organolettiche dell’acqua (colore, sapore, torbidità), sia ad un aumento della concentrazione di metalli quali ferro, rame,  cadmio, ecc, anche se generalmente non a livelli significativi sotto il profilo igienico-sanitario.

Le contaminazioni nell’ultimo miglio

L’acqua arriva quindi al contatore dello stabile, da questo punto in avanti decade la responsabilità del gestore e i referenti per eventuali alterazioni della qualità causate dal degrado della rete interna sono l’amministratore del condominio, per il tratto comune, e il condomino per il tratto interno all’appartamento. Dal contatore al rubinetto le principali cause di degrado della qualità dell’acqua sono attribuibili alla:

  • rete di distribuzione interna;
  • presenza di vasche e serbatoi;
  • presenza di impianti per il trattamento dell’acqua;
  • presenza di incrostazioni calcaree.

Il passaggio attraverso tubazioni vetuste può comportare un peggioramento della qualità dell’acqua, soprattutto se questa ha caratteristiche lievemente acide, dovuto ad un lieve scioglimento dei metalli con cui sono realizzati gli impianti della rete idrica interna allo stabile. Questo fenomeno è particolarmente rilevante ed evidente nel caso di vecchie tubazioni in ferro o in piombo, che ancora oggi possono essere presenti nei vecchi edifici.

Nelle reti idriche degli appartamenti sono normalmente presenti raccorderie in acciaio nichelato, cromato, ottone, rame, ed altri elementi che possono essere rilasciati, soprattutto dopo lunghi periodi di sosta dell’acqua nel circuito idraulico; per questo motivo è sempre e comunque consigliato fare scorrere per qualche secondo l’acqua prima di utilizzarla, al mattino, e a maggior ragione dopo un periodo relativamente lungo di inutilizzo. Nei casi più gravi l’acqua può apparire addirittura colorata (giallognola o rossastra) a causa dell’arricchimento in metalli.

La presenza di vasche e serbatoi, soprattutto quando non regolarmente puliti, più che apporto di metalli possono causare un peggioramento dei caratteri organolettici dell’acqua e offrire un habitat ideale per la proliferazione batterica. Così come le incrostazioni calcaree nei rubinetti.

Sono quindi molteplici le cause che possono comportare un’alterazione della qualità dell’acqua potabile in termini di incremento degli elementi metallici, un processo che può essere rilevante nel tratto domestico, soprattutto in presenza di acque debolmente aggressive e una rete idrica vetusta.

Come migliorare la qualità dell’acqua di casa

In questi casi la soluzione più rapida ed efficiente è quella di rimuovere al punto d’uso le sostanze rilasciate durante il trasporto in tubazione, una pratica semplice ed economica, realizzabile con l’uso di idonee tecnologie da installare sotto il lavello. Esistono elementi filtranti, compatti e di facile installazione, in grado di eliminare impurità e torbidità dell’acqua, migliorarne odore e sapore e ridurre la gran parte dei metalli pesanti eventualmente presenti. I filtri possono essere dotati anche di un rubinetto dedicato, dal quale prelevare l’acqua trattata, oppure di miscelatori a tre vie con canne separate, dal quale è possibile prelevare separatamente acqua di acquedotto non filtrata o acqua trattata, senza che queste vengano mai a contatto tra loro.

Risolvere il problema dei metalli pesanti è semplice, basta rivolgersi ad un’azienda seria per trovare la migliore soluzione al trattamento della propria acqua con impianti certificati.