Acqua distillata, demineralizzata, osmotizzata, microfiltrata e affinata: quali differenze?

Le tecnologie di trattamento consentono di modificare la composizione chimica di un’acqua, al fine di renderla più idonea all’uso che se ne deve fare.

Specifici trattamenti possono essere effettuati per ridurre il contenuto salino di un’acqua, per rimuovere determinati elementi o, più semplicemente, per migliorarne i parametri organolettici e renderla un’acqua da bere di qualità superiore.
In molti settori il trattamento dell’acqua è un processo praticamente obbligato. 

L’acqua di acquedotto infatti, idonea per l’uso potabile, la preparazione di cibi e bevande e per gli altri usi domestici, richiede necessariamente di essere affinata per l’impiego in ambiti tecnologici o sanitari, dove deve soddisfare particolari requisiti di purezza o del contenuto salino.

Per ogni specifico trattamento si ottengono acque con determinate caratteristiche, identificate con precise denominazioni.

Tuttavia chi si avvicina per la prima volta al mondo degli impianti di trattamento dell’acqua, magari perché interessato ad acquistarne uno, non sempre è in grado di comprendere le differenze tra le varie definizioni, che vengono talvolta usate impropriamente anche dagli addetti ai lavori. 

Per tale motivo proponiamo di seguito una sintetica descrizione, delle caratteristiche e degli utilizzi, delle principali tipologie di acqua trattata e una tabella riassuntiva che ne indica le differenze.

principali_tipologie_acqua_trattata

L’acqua affinata è un’acqua destinata al consumo umano che ha subito un trattamento di affinamento, mirato essenzialmente al miglioramento delle caratteristiche organolettiche.

Alla generica dizione “affinata” non si associa alcun trattamento specifico. Le acque affinate in genere presentano le stesse caratteristiche saline dell’acqua di partenza. Bere acqua affinata è più comune di quanto si pensi, negli uffici o nelle sale d’aspetto è spesso presente questa tipologia d’acqua, di solito distribuita tramite boccioni d’acqua da 19 litri.

Acqua microfiltrata (MF)/ultrafiltrata(UF)

Acqua che è stata sottoposta ad un trattamento di microfiltrazione, ovvero ad un processo di filtrazione con elementi in grado di rimuovere le particelle presenti in sospensione nell’acqua aventi dimensioni sino a 0,1 micron, compresi quindi i batteri. L’acqua erogata dai sistemi di trattamento al punto d’uso viene spesso identificata come “microfiltrata”, a volte impropriamente in quanto tra gli elementi filtranti presenti in tali dispositivi non sempre è compresa la microfiltrazione, che è un trattamento specifico e non generico.

L’ultrafiltrazione consente di ottenere una rimozione più spinta rispetto alla microfiltrazione (sino a 0,01 micron), in grado di rimuovere anche eventuali virus dall’acqua, per questo motivo tra gli innumerevoli impieghi delle membrane per ultrafiltrazione c’è anche quello di “barriera” contro la retrocontaminazione negli erogatori e depuratori d’acqua.
Sia le acque microfiltrate che le ultrafiltrate presentano le stesse caratteristiche saline dell’acqua di partenza.

Acqua addolcita

L’addolcimento è un processo chimico-fisico capace di rimuovere il calcare dall’acqua effettuato con resine a scambio cationico, in grado di catturare gli ioni calcio e magnesio e sostituirli con lo ione sodio, che genera sali non incrostanti.

Il trattamento di addolcimento, che avviene con un addolcitore d’acqua, è particolarmente importante per alcuni usi tecnici e industriali dell’acqua, ma anche all’ingresso di stabili e di abitazioni alimentate con acque “dure”, dove i depositi calcarei possono creare problemi agli impianti di distribuzione e riscaldamento, nonché agli elettrodomestici.

Il contenuto salino totale delle acque addolcite rimane all’incirca lo stesso dell’acqua di partenza, mentre cambiano le concentrazioni degli ioni calcio e magnesio sostituiti da quelli di sodio.

Acqua osmotizzata

L’osmosi inversa è un’importante tecnologia di trattamento che prevede il passaggio di acqua in pressione attraverso membrane semipermeabili, in grado di separare non solo il materiale in sospensione ma anche i soluti disciolti nell’acqua.

Utilizzata sia a livello industriale che a livello domestico, l’osmosi inversa è l’unica tecnologia che consente la produzione di acqua “pura” a partire da una fonte qualsiasi. Grazie alla capacità di rimuovere sali ed inquinanti, le applicazioni di questi impianti vanno dalla desalinizzazione dell’acqua di mare all’affinamento dell’acqua di acquedotto. La riduzione del contenuto salino totale può superare il 90%, valore che può essere regolato grazie ad appositi sistemi di miscelazione dell’acqua.

Acqua demineralizzata

L’acqua demineralizzata (o deionizzata) viene prodotta generalmente attraverso un triplo trattamento: riduzione del contenuto salino totale tramite osmosi inversa, a cui segue il passaggio attraverso due colonne contenenti rispettivamente resine a scambio anionico e cationico e per finire un passaggio attraverso una colonna di resine a letto misto, ovvero cationiche e anioniche mescolate assieme.

L’acqua demineralizzata che si ottiene con questo processo è relativamente economica da produrre ed è facilmente reperibile in un qualsiasi supermercato. Trova largo impiego in vari settori tecnologici in cui è richiesto l’utilizzo di acque con bassissima salinità, nei laboratori d’analisi, per le batterie delle auto e per i ferri da stiro. Non è indicata per il consumo umano.

Acqua distillata

L’acqua distillata sfrutta il principio della distillazione, ovvero viene prodotta tramite ebollizione ed evaporazione, a cui segue la condensazione del vapore acqueo in un’unità di raffreddamento. L’acqua così ottenuta è ultrapura, in quanto sostanzialmente privata del contenuto salino e di qualsiasi sostanza inquinante eventualmente presente nell’acqua di partenza.

L’acqua distillata, più costosa rispetto all’acqua demineralizza, viene utilizzata principalmente nel settore farmaceutico e in campo medico per la preparazione di soluzioni iniettabili. Non è indicata per il consumo umano.

Acqua pura

Partendo dal presupposto che non esiste una definizione univoca di “acqua pura”, uno dei metodi più semplici ed efficaci per valutare la “purezza” di un’acqua, con riferimento al contenuto salino, è dato dalla misura della conducibilità elettrica. In una soluzione acquosa la conducibilità elettrica è dovuta alla presenza dei sali disciolti, presenti in forma ionica: basse concentrazioni saline corrispondono a bassi valori di conducibilità elettrica.

Le acque demineralizzate sono quindi caratterizzate da conducibilità molto contenute, che le rende idonee per particolari impieghi tecnologici e sanitari, ma non per il consumo abituale come bevanda.

Tabella delle differenze principali tra le varie tipologie di acqua

Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva delle principali caratteristiche relative acque trattate descritte.

Tipo di acquaCaratteristiche salienti Conducibilità elettrica
(µS/cm)
Consumo umano
Affinata Contenuto salino inalterato, miglioramento dei caratteri organolettici Inalterata Idonea
Microfiltrata / UltrafiltrataContenuto salino inalterato, priva di materiale in sospensione, di batteri e di virus (UF)Inalterata Idonea
Addolcita Gli ioni calcio e magnesio vengono sostituiti con il sodio rendendola non incrostanteCirca inalterata Idonea
Osmotizzata Riduzione (regolabile) del contenuto salino totale1-50Idonea
Demineralizzata/deionizzata Elevata riduzione dei sali disciolti in forma ionica0,1 - 1Non idonea
Distillata Sostanzialmente priva di contenuto salino< 0,1Non idonea
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