Il problema dell’arsenico nell’acqua

Arsenico trivalente e pentavalente

problema arsenico nell'acquaCome per molti elementi tossici anche la pericolosità dell’arsenico nell’acqua è dovuta alla forma chimica con cui si presenta: l’arsenico inorganico è più pericoloso di quello organico, inoltre la forma trivalente (arsenito) è più pericolosa (ed anche quella più difficile da eliminare) di quella pentavalente (arseniato).

Effetti dell’arsenico nelle acque

L’arsenico inorganico può esercitare effetti tossici dopo esposizioni acute per un breve periodo, o croniche per assunzioni di lungo periodo. In dosi acute l’arsenico inorganico può causare dolori addominali, vomito, diarrea, debolezza, torpore e formicolio delle estremità, crampi muscolari, eruzione cutanea, mentre gli effetti cronici riguardano la pelle, alterazioni gastrointestinali, cardiovascolari, polmonari, neurologiche e immunologiche, anemia e alterazioni delle funzioni riproduttive e dello sviluppo.

L’arsenico ieri e oggi

Rispetto al recente passato è notevolmente aumentata la consapevolezza che l’assunzione di arsenico possa essere causa di tumore. Basta pensare che nella prima metà del Novecento erano disponibili molti preparati a base di arsenico, famoso era per esempio lo Iodarsolo,  un ricostituente  venduto nelle farmacie in forma di sciroppo o di fiale per iniezione.

Oggi le legislazioni, nazionale ed europea, impongono un limite massimo per la concentrazione di arsenico nelle acque destinate al consumo umano pari a 10 µg/L. Esposizioni prolungate a dosi superiori (centinaia di µg/L) possono causare tumore alla pelle, alla vescica, al polmone, al rene e al fegato; se tali effetti negativi sulla salute umana non possono manifestarsi per il consumo di acque distribuite in ambito europeo, essi rappresentano un reale problema per molte popolazioni nel mondo. Casi d’avvelenamento da arsenico sono molto diffusi nel mondo, i paesi interessati sono più di ottanta per un totale stimato di oltre 150 milioni di persone.

L’arsenico nelle acque italiane

In Italia i problemi ambientali da rilascio di arsenico riguardano principalmente alcune aree della Sardegna, della Toscana e alcune zone della Calabria e del Lazio. Sono oggi ben note le problematiche di contaminazione delle acque da arsenico nei territori laziali, in particolare nel viterbese, grazie ai frequenti interventi dei media che hanno portato alla luce superamenti ripetuti dei limiti di legge per questo elemento nelle acque erogate dagli acquedotti. Il 31 dicembre 2012 scadeva la legge deroga che consentiva agli acquedotti di distribuire acqua con concentrazioni superiore al limite di legge a causa del fatto che in quei territori molte fonti naturali ne contengono quantitativi superiori (decine di µg/L). Le deroghe possono essere concesse dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’ambiente, a patto che tali provvedimenti, temporanei, non presentino un potenziale pericolo per la salute umana. Il periodo massimo può estendersi sino a nove anni (tre cicli di tre anni ciascuno), un lasso di tempo più che sufficiente per affrontare il problema idrico, o attraverso la ricerca di fonti alternative di approvvigionamento o adottando tecniche di rimozione adeguate.

La questione viterbese è stata quindi soprattutto di natura amministrativa visto che dal punto di vista tecnico non esistono particolari difficoltà, essendo molteplici le tecniche di dearsenificazione note ed efficaci. Le conseguenze economiche in questi casi, oltre agli oneri impiantistici a cui si deve necessariamente far fronte, contemplano anche sanzioni amministrative previste dall’Europa. Un problema quindi ben noto da molti anni agli addetti ai lavori, di cui i cittadini, come spesso succede,  hanno preso coscienza soltanto alla fine, quando il caso ha assunto proporzioni mediatiche.

Come eliminare l’arsenico dall’acqua

Ma come si può eliminare la presenza di arsenico nell’acqua? Non sempre è semplice dare una risposta univoca in quanto esistono differenti soluzioni per differenti problemi.
Vediamo i più comuni:

arsenico acqua potabileIn ambito industriale vengono utilizzati uno o una combinazione dei seguenti processi: ossidazione/precipitazione/filtrazione, adsorbimento, scambio ionico, filtrazione su membrana.

In ambito domestico, dove gli spazi sono ridotti, la presenza di arsenico nell’acqua può essere eliminata con delle soluzioni che prevedono l’uso di membrane, resine a scambio ionico e filtri con materiali adsorbenti.

Impianti a osmosi inversa ed altre soluzioni

Gli impianti che utilizzano membrane ad osmosi inversa possono ridurre il 95% dell’arsenico pentavalente presente nell’acqua, mentre la forma trivalente viene trattenuta con minori risultati, complessivamente comunque la riduzione totale è significativa e generalmente sufficiente per far rientrare a norma di legge i casi di superamento.

Le resine a scambio ionico, nella forma anionica, hanno una buona efficacia nei confronti della forma pentavalente e ridotta per la forma trivalente, ma anche in questo caso la riduzione totale è significativa e generalmente soddisfacente.

Il classico carbone attivato presenta un’efficacia di rimozione dell’arsenico molto modesta, mentre l’adsorbimento con specifiche resine macroporose può dare risultati validi sia nei confronti della forma trivalente sia per la pentavalente.

Siccome le varie tecnologie presentano differenti efficienze di rimozione dell’arsenico è molto importante, qualora si decida di acquistare un impianto per il trattamento domestico dell’acqua mirato a tal scopo, affidarsi ad aziende serie, che possano documentare competenze e garantire il risultato, nel rispetto delle norme di legge.

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